7 Paesi in 30 giorni. Tappa 4: Bruges (Belgio)

Le sirenette non sono solo a Copenaghen
Le sirenette non sono solo a Copenaghen
Cioccolato terza taglia?
Cioccolato terza taglia?

La giornata a Bruxelles è grigia. Sta pioviscolando. Approfitto del mio pass InterRail e prendo un treno per Bruges (o Brugge… questo bilinguismo belga mi fa impazzire!). Me l’hanno descritta come la città medievale meglio conservata d’Europa: i luoghi che hanno qualcosa di medievale sono sempre i miei preferiti da visitare, quindi let’s go!

L’odore di waffel caldi mi inebria nei viottoli che dalla stazione portano al centro, fra le tipiche casette di mattoni con le facciate a punta. Una sirena nuda spruzza acqua in una fontana, mentre in un bar una coppia di anziani sovrappeso beve grandi boccali di birra a metà mattinata. Poco più in là una cioccolateria sfoggia le sue specialità, fra cui spiccano seni fondenti e al latte. Sorseggiando un caffè da asporto (con tanto latte, sennò sarebbe imbevibile per un italiano caffeinomane come me), continuo il mio giro nella cittadina scattando qualche foto per chi, al mio ritorno, me le chiederà. Fosse per me, mi limiterei a godermi la pace, i colori e i profumi della città.

Serve un passaggio?
Serve un passaggio?

Dei fiaccherai, o i loro corrispettivi belgi, fanno concorrenza alle barche sui canali per portare a giro i turisti. A trainare i calessi sono robusti cavalli da tiro con zampe dal pelo lungo. Mi ricordano il cartone animato ispirato alla Fattoria degli animali di Orwell, che guardavo da bambino, dove uno dei protagonisti era un cavallo come questo. Superando un ponticello, mi soffermo a osservare le chiome dei salici piangenti, chinate ad accarezzare l’acqua scura sottostante.

Attratto dall’insegna Casa della patata (niente di pornografico), decido di ignorare i consigli del mio fegato per provare una specialità del posto. Le patatine fritte nello strutto sono devastanti. Le mangio su una panchina, ascoltando le due coppie di anziani dietro di me, che in un inglese misto a tedesco ragionano su come gli Spagnoli non riescano a pronunciare le parole che iniziano in S, aggiungendo per abitudine una E davanti. Hanno proprio ragione.

Dalle case ai ponti sui canali, tutto è medievale a Bruges
Dalle case ai ponti sui canali, tutto è medievale a Bruges

Mi infiltro in un gruppo di Spagnoli, ascoltando la loro guida che mostra la finestra bifora più piccola del mondo. A volte sapere altre lingue serve anche carpire curiosità dove meno te le aspetti! Seguo il canale fuori dal centro, fin dove si allarga a formare un laghetto. Un sentiero acciottolato mi conduce in un boschetto di tigli. Qui un’enorme acacia mi fa ombra su una grande ed antica terrazza, mentre mi incanto a guardare un grosso pesce che stuzzica il sonno dei germani nell’acqua bassa. La pace, il silenzio rotto solo da qualche cinguettio e dal ronzio di un calabrone, il viola e il rosso dei fiori accanto a me… avrei voglia di addormentarmi fra questi alberi.

Andrea Cuminatto

LEGGI QUI LA TAPPA N°1: Monaco – (Germania)

LEGGI QUI LA TAPPA N°2: Bayreuth – (Germania)

LEGGI QUI LA TAPPA N°3: Bruxelles – (Belgio)

Annunci

14 pensieri riguardo “7 Paesi in 30 giorni. Tappa 4: Bruges (Belgio)

  1. Bruges è una tra le città più belle del Belgio. Su quel ponte ho un foto di uno dei miei primi fine settimana di Erasmus. Che bei ricordi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...