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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Lav(or)iamo insieme! A Firenze il carcere fa servizio alla città

Lavanderia carcere 4Lav(or)iamo insieme è il progetto per la gestione della lavanderia all’istituto Mario Gozziniil carcere di Firenze più conosciuto come Solliccianino – adiacente alla più grande casa circondariale di Sollicciano.

La rinnovata lavanderia è attiva ormai da 6 mesi, grazie all’iniziativa della cooperativa sociale San Martino, che si occupa per conto di Caritas Firenze dell’inserimento nel mondo del lavoro, in questo caso dei detenuti. Lav(or)iamo insieme ha come scopo la formazione professionale e l’inserimento lavorativo di detenuti dell’istituto, riorganizzando e sfruttando pienamente la lavanderia interna con un servizio che sia utile anche alle strutture d’accoglienza della Caritas diocesana.

È un lavoro part-time di 20 ore settimanali quello che 3 detenuti del carcere svolgono in questi mesi – fino al termine della propria pena – per essere poi sostituiti, o già prima affiancati da altri se il progetto sarà ampliato. La lavanderia, grazie alle nuove macchine acquistate per l’avvio del progetto, non solo si occupa già della biancheria delle numerose strutture ricettive della Caritas presenti sul territorio fiorentino, ma è predisposta anche per incrementare i clienti e dare di conseguenza lavoro ad un numero maggiore di detenuti.

Questo locale era già la lavanderia
Lavanderia carcere 2del Gozzini
– spiega Francesco Grazi, responsabile dell’Area Carcere della Caritas diocesana di Firenze – ma siccome era sottoutilizzato, abbiamo deciso con la Caritas di implementarlo acquistando nuove macchine più grandi e poter gestire qua dentro consegne esterne. Per questo primo periodo è la cooperativa San Martino a portare qui ogni giorno da strutture diverse la biancheria delle case della Caritas. Ma l’idea è di ampliare il servizio e far lavorare i detenuti, perché molti sono giovani e hanno voglia di lavorare.

I tre detenuti selezionati per quest’impiego sono adesso assunti dalla cooperativa San Martino, e questo da un lato gli farà da curriculum una volta usciti dal carcere, dall’altro gli darà competenze in un campo lavorativo specifico che potrà servirgli in futuro. Si tratta di una delle prime esperienze di questo tipo in Italia, affiancata da un simile esperimento che sta già funzionando egregiamente alla Giudecca di Venezia.

Anche la direttrice dell’istituto Margherita Michelini afferma che dare questa opportunità ai detenuti è importante sia perché li tiene occupati e li stimola, sia perché così possono acquisire delle competenze che gli serviranno una volta scontata la pena.

Abbiamo fatto un grosso investimento, di circa 100mila euro – sottolineò il presidente della Caritas fiorentina Alessandro Martini in occasione dell’inaugurazione – e pensiamo di recuperarli grazie ai fondi dell’8×1000. Credo sia importante ribadire come questi soldi vengono utilizzati in maniera positiva in iniziative come la nostra, dove il rapporto fra dentro e fuori il carcere costruisce non solo legami, ma anche opportunità di lavoro.

Lavanderia carcere 3I tre protagonisti del progetto sono entusiasti di iniziare questo lavoro. Sono in carcere da quasi 4 anni – afferma uno dei detenuti – e sono contento di partecipare al progetto. Facevo il sarto prima e quindi è un lavoro molto attinente a ciò che già facevo. Guadagnare 500 euro al mese con questo lavoro mi permette di mandare qualcosa alla mia famiglia.

Uno dei suoi nuovi “colleghi” sostiene invece: Ci sono molte attività all’interno del carcere. Facciamo attività sportive, attività lavorative come cucina e pulizie, ma con questo lavoro guadagno qualcosa di più e oltre alle mie necessità posso aiutare mia moglie e mia figlia. Prima facevo il magazziniere, ma quando uscirò un lavoro in lavanderia mi piacerebbe, ora che sto imparando.

Due sono in fondo le necessità primarie che scaturiscono dai detenuti: tenersi occupati per non rischiare, giorno dopo giorno, di impazzire per la monotonia delle mura carcerarie e riuscire ad essere utili alle famiglie che hanno lasciato fuori da esse.

Andrea Cuminatto

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2 commenti su “Lav(or)iamo insieme! A Firenze il carcere fa servizio alla città

  1. Daniela
    8 gennaio 2014

    Forse è vero che il lavoro nobilita l’uomo… ottima iniziativa davvero!!!

  2. Daniela
    8 gennaio 2014

    Forse è vero che il lavoro nobilita l’uomo… bellissima iniziativa!!!

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