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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Tre ragazzi e un Leonardo Da Vinci: la nostra avventura a Granada

CHI SIAMO?

Tre giovani provenienti da tre luoghi diversi con tre differenti aspettative da un unico progettoincontratisi all’estero per dare una svolta alle proprie prospettive di vita. È iniziata con una tazza di cioccolata e un sacchetto di churros, l’avventura a Granada di Annafranca, Andrea ed Emanuele, lanciati nel mondo grazie al progetto S.F.Eu.S.Fo.L. organizzato dalla Papa Giovanni XXIII.

 Andrea-Annafranca-EmanueleQuesti ragazzi siamo noi, e di strada ne abbiamo fatta tanta fin dall’inizio, soprattutto per salire la sfiancante collina in cima alla quale ci attendeva la casa del “Servizio Obiezione e Pace” di Mercatino Conca (PU), sede delle nostre formazioni pre-partenza. Di salite ne avremmo ben presto fatte tante altre, ma questa storia ve la raccontiamo un po’ per volta.

I nostri cammini non sono sempre stati uniti.

Annafranca è una cittadina del mondo, nata per caso in Italia. Ha alle spalle una laurea in Comunicazione Internazionale, un master in Cooperazione Internazionale e Sviluppo in America Latina ed un altro in corso in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Nonostante le scarse opportunità lavorative finora incontrate, si propone ogni giorno di essere ottimista e forte. Le piace disegnare ed ha una passione smodata per tutto quanto concerne la latinità, la cultura mediterranea, i Paesi andini, l’arte e la passione in movimento, ovvero il ballo: insomma, un’ottima compagna di viaggio.

Andrea è un giornalista, un blogger, un viaggiatore. Ha una laurea in Media e Giornalismo e una laurea magistrale in Comunicazione Strategica. È la seconda volta che vive per un periodo in Spagna, di cui è innamorato, come del resto è innamorato di ogni luogo in cui ci sia qualcosa da scoprire e qualcuno con cui condividere parole ed esperienze. Non riesce a star fermo e ha bisogno di conoscere persone sempre nuove e vedere ogni giorno una nuova parte del mondo, in cui si propone di vivere da protagonista.

Emanuele è un architetto, laureato da 8 anni, sempre in cerca di spunti creativi e con una grande voglia di mettersi in gioco per capire le proprie capacità. Amante delle nuove esperienze, delle usanze e dei costumi locali, si è fatto trasportare in pieno da questa città che rappresenta da secoli un punto di incontro di civiltà, una città viva densa di storia, con un patrimonio umano ineguagliabile e con persone dal carattere forte ma gentile. Appassionato di fotografia cerca di imprimere i suoi ricordi in modo indelebile per se e per gli altri e, chissà, forse anche per cercare di prendere il più possibile da questa esperienza.

Sconosciuti diventati colleghi e coinquilini, poi amici, che si sono trovati a condividere non solo un ufficio e un appartamento, ma anche un’esperienza di vita durata ben 10 settimane.

COSA ABBIAMO FATTO A GRANADA?

DSCN0080Vi diamo tre indizi: Europa, Creatività, Collaborazione. Sono queste le parole chiave della nostra quotidianità nell’ufficio della SICI Dominus, l’azienda che ci ha accolti come tirocinanti. A pensarci bene, anche Accoglienza si può definire come uno dei cardini di questa esperienza. Fin dal primo giorno siamo stati ricevuti e inclusi nell’ampio e variegato gruppo dei colleghi di lavoro, ognuno dei quali ci ha accompagnati a suo modo in questo percorso, rendendoci facile integrarci in questo mondo nuovo e guidandoci nell’apprendimento del mestiere di Europrogettisti.

Europa è la parola chiave alla base del nostro progetto, intitolato Skills for Europe, skills for life, che aveva come scopo primario quello di darci uno sguardo nuovo e differente sulla realtà europea e sulle opportunità che l’Unione offre ai giovani come noi. Un’esperienza che oltre a farci sviluppare competenze per lavorare in Europa, ci ha fatti crescere a livello personale. Dalla semplice ricerca di un cliente alla gestione dei contatti internazionali, fino alla redazione di documenti ufficiali e veri e propri progetti da presentare alla Commissione Europea e alle sue Agenzie Nazionali: sono state queste le nostre principali mansioni giornaliere. Questo ha incrementato però anche la nostra autostima, sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità. Pensare in italiano, scrivere in inglese e parlare in spagnolo, tutto contemporaneamente, ci ha messi alla prova e ci ha aiutato ad abbattere le barriere della timidezza e dell’insicurezza.

Creatività e collaborazione vanno di pari passo nella redazione di un progetto. È difficile rendere unico il tuo progetto, farlo distinguere dai tanti presentati, e la conoscenza approfondita dei meccanismi decisionali e delle direttive europee non basta. L’originalità può rivelarsi la chiave del successo non solo del singolo progetto, ma anche del progettista e dell’impresa che ha alle spalle.

Ma non si può fare tutto questo da soli. È insieme che si trovano le idee migliori ed è attraverso il confronto che si dà maggior prova della propria creatività per pianificare il progetto più adatto al luogo, alla situazione e ai beneficiari interessati.

IN UFFICIO OGNI GIORNO

Ci siamo dati una missione: interconnettere l’Europa! Siamo stati decisamente facilitati fin dal primo giorno quando, arrivati in ufficio, ci siamo resi conto che non eravamo poi così tanto “stranieri”. Romania, Bielorussia, Stati Uniti, Brasile… non è solo la Spagna ad essere rappresentata fra le scrivanie della SICI Dominus. A volte calmo a volte frenetico, il ritmo di lavoro a Granada è segnato da un rapporto costante e un confronto continuo con i colleghi. Il telefono suona e già sai che se l’altro capo è in Italia ti passeranno la cornetta per prendere almeno momentaneamente le redini di una collaborazione progettuale internazionale. Quando il telefono non suona, devi essere tu, fra la redazione di un report e una riunione interna, a digitare il numero di un possibile partner al capo opposto del continente.

OLTRE LA SCRIVANIA

Alcuni penserebbero che una volta terminata la routine giornaliera delle 8 ore di lavoro, non rimanga altro tempo per avere una vita sociale e coltivare i propri hobby. In realtà, complice la magica cornice andalusa nella quale abbiamo vissuto e l’irrefrenabile voglia di non perdere neanche un’ora del nostro tempo libero – nonostante a volte, ma raramente, la stanchezza l’avesse vinta sul nostro entusiasmo – ognuno di noi ha pienamente usufruito delle opportunità offerte dalla città.SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Non potremo mai dimenticare le escursioni per le intricate e tortuose stradine del centro storico, alla scoperta del passato arabo di Granada nei quartieri arabo e gitano, come le passeggiate in bicicletta lungo il fiume Darro accompagnate dalle nostre risate e dalle tante amicizie fatte un po’ per caso e un po’ per la voglia di integrarci al massimo in quel mondo.

COSA CI HA LASCIATO L’ESPERIENZA DEL LEONARDO DA VINCI

Cosa passa per la testa di un giovane che compila il modulo di domanda per il Leonardo? Tornando con la mente a quasi un anno fa, ci rendiamo conto che nessuno di noi sapeva esattamente cosa aspettarsi. È stato un salto nel vuoto, dettato dalla voglia di cambiare qualcosa nella propria vita, o semplicemente di fare un’esperienza nuova che aprisse qualche porta in più alle opportunità lavorative. Ricordando il colloquio di selezione, tanti erano i nostri timori, le nostre insicurezze circa l’essere all’altezza di un profilo professionale sempre più richiesto nel mondo del lavoro e allo stesso tempo tanta era la nostra voglia di metterci alla prova.

Dal punto di vista linguistico la sfida maggiore: sviluppare ed utilizzare ogni giorno un bagaglio lessicale settoriale che ci avvicina alla realtà che viviamo e che ci ha permesso di confrontarci con altri Paesi, altri modi di instaurare rapporti di lavoro, altri punti di vista. Si sente forte, nella quotidianità di questa esperienza, la differenza da un qualsiasi viaggio all’estero. Le prove da affrontare ogni giorno sono spesso difficili e non hai alternative: devi superarle.

Nel corso di queste settimane siamo cresciuti molto. Ora abbiamo le idee più chiare su cosa possiamo offrire alla nostra società e cosa la società europea possa offrire a dei giovani come noi. Ovviamente non bastano pochi mesi di tirocinio per dare una vera e propria svolta alla propria vita, ma il processo di crescita che apre un Leonardo dentro di ognuno va al di là dell’esperienza in sé.

S.F.Eu.S.Fo.L. è stato svegliarsi ogni giorno con la consapevolezza di far parte di un progetto più grande, di aver fatto una scelta decisiva nella propria vita. È stato spendersi a favore dell’integrazione europea, della messa in comune degli obiettivi di molti attraverso la mediazione di alcuni. È stato far parte di una squadra di progettisti il cui compito è quello di filtrare le necessità di più partners, organizzarle metodologicamente e dar forma a un desiderio.

¡¡¡MUCHAS GRACIAS PAPA GIOVANNI!!!

SAMSUNG DIGITAL CAMERASi, dobbiamo ringraziare veramente la Papa Giovanni XXIII per questa chance unica. Con la crisi economica che il nostro Paese sta vivendo e con le sempre maggiori difficoltà per un giovane di inserirsi nel mondo del lavoro, beneficiare di una tale opportunità ci fa sentire fortunati e privilegiati.

Ai giovani come noi vogliamo dire di non perdersi d’animo e non lasciarsi influenzare dal pessimismo diffuso di chi prognostica una crisi senza fine. Quello che abbiamo compreso grazie a questo tirocinio è che l’Europa offre numerose e variegate opportunità per chi ha voglia di mettersi in gioco e non ha paura di rischiare e di lanciarsi nel mondo in prima linea.

A te, giovane che hai appena scaricato – o che leggendo quest’articolo avrai voglia di scaricare – il fatidico modulo di partecipazione a un Leonardo, vogliamo dare qualche consiglio su come partire.

COSA METTERE IN VALIGIA:
– Tanta voglia di metterti in gioco
– Ottimismo
– Spirito di avventura
– Grande capacità di adattamento
– Voglia di sperimentare la vita in un contesto geografico diverso
– Socievolezza e spirito comunicativo
– Voglia di lavorare in gruppo.

COSA LASCIARE A CASA:
– Ogni forma di pregiudizio verso le altre culture
– Insicurezza per le proprie capacità
– Individualismo.

A te, giovane che seguirai i nostri passi, non sappiamo in che parte di mondo capiterai, ma dopo aver vissuto qui non possiamo che augurarti buona fortuna e ripeterti le parole di Emmeline Stuart Worthley (1852) per descrivere la nostra visione della città: Granada, a la que se ama antes de verla y cuando se la ve, se la ama aún más (Granada, che si ama prima di vederla e quando la si vede, la si ama ancor di più).

Andrea Cuminatto
Annafranca Loparco
Emanuele Piccioni

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Un commento su “Tre ragazzi e un Leonardo Da Vinci: la nostra avventura a Granada

  1. Francesco
    23 maggio 2014

    Leonardo da Vinci con la d minuscola, però, cari ragazzi 😉

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