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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Atene: l’antichità a portata di mano

Viuzze

Viuzze

L’arrivo all’aeroporto di Atene in mattinata (dopo una distruggente notte insonne all’aeroporto di Roma-Ciampino), ti consente di non sprecare una giornata in viaggio. Il modo migliore per raggiungere il centro è l’autobus X95, che al prezzo fisso di 5€ ti conduce fino alla centralissima piazza Sintagma, dove sorge il parlamento Greco. Qui è possibile ammirare regolarmente il cambio della guardia, sicuramente più curioso di quello che si vede nelle altre capitali, per la tradizionale – e decisamente buffa – divisa delle guardie. Ogni quartiere del centro città è una realtà a sé.

L'antica cattedrale di Atene

L’antica cattedrale di Atene

Acropoli vista dall'Agorà romana

Acropoli vista dall’Agorà romana

PLAKA. La zona centrale, turistica, che ogni città d’arte offre d’obbligo ai suoi visitatori. La visitiamo il primo giorno, scoprendo il sapore del nostro primo souvlaki per pranzo e delle ciambelle fritte di un ambulante sulla strada per merenda. Ci si può perdere nelle viuzze senza annoiarsi: mentre da un angolo sbuca una vecchia chiesetta ortodossa, dall’altro spuntano resti di antiche colonne. Qui troviamo la cattedrale antica (piccola e affascinante) e la nuova, grande ma poco attraente. Si può girare intorno all’antica agorà e all’agorà romana, immaginando fra le rovine Socrate che passeggia filosofeggiando con i suoi seguaci. Basta alzare lo sguardo dai negozi di souvenir per restare abbagliati dal fascino dell’Acropoli che sovrasta il centro dalla sommità della collina.

Tempio di Atena Nike

Tempio di Atena Nike

Aggiustando il Partenone

Aggiustando il Partenone

Magnificenza

Magnificenza

La storia dell'arte a portata di mano

La storia dell’arte a portata di mano

Fotografarsi con la storia

Fotografarsi con la storia

Dove vorresti vedere un'opera

Dove vorresti vedere un’opera

ACROPOLI. La collina che fa da fulcro alla capitale greca è sempre stata un riferimento per la popolazione. Luogo dedicato agli Dei, ed in particolare ad Atena, protettrice della città e dei suoi abitanti, anche dopo 3000 anni mantiene il suo fascino e la sua grandezza. La domenica si entra gratis (quindi, se ci andate come noi in inverno quando i turisti scarseggiano, è certamente il giorno migliore per visitarla). Già l’atto di scalare la collina fra le rovine dei due teatri fa intuire meglio perché sia stato scelto proprio questo come luogo dello spirito. E lo si comprende appieno quando, giunti alla sommità, ci si trova dinanzi alla maestosità dei Propilei (l’imponente ingresso all’area dei templi). Qui davanti, il tempietto di Atena Nike, nella sua minutezza ed eleganza è sicuramente uno degli esempi più belli (fra quelli conservati) di quest’architettura. Anche se il Partenone è invaso da gru ed impalcature, basta l’idea della sua totalità a far rimanere senza fiato: che un’opera così immensa possa al contempo essere così armoniosa è qualcosa che incanta. L’Eretteo, con la sua loggia delle Cariatidi, fa ritornare alla mente in maniera piacevole quanto appreso sui libri di storia dell’arte, aiutando a riscoprire la bellezza nelle sue forme più arcaiche. Lo stesso accade fuori dal complesso, nel nuovissimo e completo museo dell’Acropoli, che conserva ogni frammento dell’antico complesso.

MONASTIRAKI. Il quartiere più caratteristico. La grande via pedonale che dall’Acropoli scende lungo la cancellata dell’antica Agorà, accanto al tempio di Efesto (l’unico del tutto conservato), quando ci passiamo di domenica pullula di bancarelle delle più curiose. C’è chi dipinge a mano le t-shirt e chi crea gioielli con ogni tipo di materiale, ma fra l’artigianato locale e i venditori di pannocchie al vapore, rimaniamo colpiti da Juliàn e Lorena: due ragazzi che da 12 anni viaggiano con la propria moto e il proprio cane a giro per il mondo, e mostrano le foto delle loro infinite tappe. Ci sentiamo simili a loro per la voglia di esplorare e conoscere, anche se per arrivare al livello degli amici argentini di Por Siempre La Moto, ci manca ancora molta strada! Nella circolare piazza Monastiraki ci troviamo immersi fra gli artisti di strada che danno musica e danza alla giornata di sole.

Viaggiatori veri

Viaggiatori veri

Tutto intorno gli ambulanti vendono anche a gennaio cocco fresco, ma anche frutta secca e una strana bevanda calda. Le vie che si diramano dalla piazza hanno ognuna il suo perché. C’è quella con i negozietti di souvenir, quella col pavimento di mille colori, quella che ospita il mercatino delle pulci: insieme a negozi di scarpe alla moda, si trovano vestiti tradizionali, oggetti lavorati in legno e ceramiche, cianfrusaglie di ogni tipo e persino un burbero anziano che ti insulta se non compri nessuna delle sue Dracme, che magari volevi semplicemente ammirare pensando a come sarebbe stato visitare questo paese prima dell’Euro.

PSIRI. Ristoranti, bar, locali di ogni tipo: è il rione della movida. Tornando dal nostro viaggio a Capo Sounio, cercando parcheggio per l’auto a noleggio di sabato sera, ci infiliamo fra le vie di questo quartiere. Non l’avessimo mai fatto! Tanta è la gente per strada che è difficile muoversi a piedi, figuriamoci in auto! Macchine parcheggiate su ogni marciapiede, gente che cammina ovunque: perdiamo un’ora per uscire dal caos. La domenica sera, però, lo riscopriamo per cena. Abbiamo trovato sulla nostra guida una taverna in questa zona che pare molto carina: non la troviamo ma forse ci imbattiamo in qualcosa di meglio. Finiamo dentro alla Aischylou Grill House. Il soffitto sembra preso dal salone da pranzo di un castello medievale: grosse travi in legno sostengono enormi lampadari a ruota sempre in legno massiccio. Lungo una parete si dirama una lunghissima griglia su cui viene cotta carne di ogni tipo. Il cameriere parlucchia qualcosa di italiano, è gentilissimo e sorridendo ci dà qualche consiglio, mentre dei musicisti suonano Sirtaki di sottofondo. Mentre mangiamo (15€ a testa per un antipasto di verdure fritte, una buonissima moussaka e un’immensa grigliata mista) qualcuno si alza a ballare e, dopo averci offerto il dolce, il cameriere invita anche noi ad unirci alla tipica danza greca. Giovani e anziani (compresa una vecchina quasi centenaria che si muove a ritmo con il bastone) ci muoviamo in cerchio al ritmo della musica, e finiamo anche fuori dal locale a dare spettacolo in strada fra le risate nostre e degli altri. Tornati al tavolo, dopo qualche chiacchiera con gli ospiti greci del tavolo accanto, da cui ci viene ricordato: Stessa faccia stessa razza: Italiani e Greci uguali, paghiamo e facciamo per uscire. Il cameriere non è d’accordo: fra altre risate ci rimette a sedere e ci offre un secondo dolce e un liquore all’anice. L’accoglienza greca, per la nostra breve ma intensa esperienza, non può che rimanerci nel cuore.

Andrea Cuminatto

foto di Eleonora Burroni

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2 commenti su “Atene: l’antichità a portata di mano

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  2. Pingback: Basilicata coast to coast… e oltre! (Tappa 3: la costa jonica) | s.u.b.information

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