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Danimarca in Interrail – Parte 5: Copenaghen (e un salto in Svezia!)

22-25 AGOSTO 2017

L’ultimo treno del nostro Interrail ci porta a Copenaghen, dove concluderemo questo viaggio alla scoperta della Danimarca. Ci arriviamo di sera, giusto in tempo per cenare con Alessio e Marella, amici fiorentini che come noi viaggiano con l’Interrail e seguendo un percorso diverso sono giunti alla nostra stessa destinazione. Prima di cena però, andiamo a prendere la stanza affittata per questa notte. Il proprietario dell’appartamento ci ha preparato un’accoglienza con mix di noccioline e una bottiglia di vino rosso cileno freddo di frigo. Aperitivo, cena e passeggiata per il centro. Anche se siamo nella capitale, alle 22 i bar iniziano a tirar giù il bandone, per cui la nostra movida si interrompe presto.

Al mattino, partiamo carichi di energia alla scoperta di Copenaghen. Ci accorgiamo ben presto di quanto sia caotica rispetto a tutte le città viste finora. Sembra di essere in un mondo a parte rispetto al resto del paese. Accanto alla stazione, vediamo solo dall’esterno i Giardini di Tivoli: il secondo parco divertimenti più antico del mondo (anche il primo è danese), attivo dal 1843. Il costo per entrarvi (e non sono comprese le giostre) è troppo alto per le nostre tasche. Una grande via dello shopping attraversa il centro storico portandoci fino a Nihavn, il canale più famoso della Danimarca, quello che fa da copertina a tutte le guide turistiche. Effettivamente è un porticciolo unico nel suo genere, che vale sicuramente qualche scatto fotografico. Litighiamo anche con due bambini, che non vogliono scendere dall’ancora con cui vogliamo fotografarci, e nonostante le nostre minacce, riescono ad entrare nella foto.

Alle 12 in punto, davanti al palazzo della regina c’è il cambio della guardia. A quest’ora tutti i turisti sono qui, radunati a vedere le buffe guardie con la casacca azzurra e il cappello d’orso. Ci dirigiamo poi verso il palazzo di Rosenborg, dove sono custoditi i gioielli della corona. Lo stupendo giardino che circonda il castelletto è perfetto per gustare i nostri panini con aringhe affumicate e brie, sorseggiare la locale birra Royal e rilassarci un po’, prima di incamminarci verso l’orto botanico. Qui ci avventuriamo nell’immensa serra delle piane tropicali, in cima alla quale il caldo è insopportabile e manca il fiato. Tornando verso casa, scopriamo un mercato coperto molto chic, dove i cibi locali sono riproposti in versione turistica. Ovviamente non compriamo nulla.

Giusto il tempo di prendere gli zaini, comprare il biglietto online col cellulare e siamo a bordo di un autobus svedese che ci porterà a Malmö, in Svezia. Attraversare il tunnel e ponte sullo stretto di Oresund era uno dei miei sogni da tanti anni, che adesso si realizza. Viaggiare sotto le acque del Baltico, sbucare in un’isola artificiale e poi stare sospesi a 60 metri sopra il livello del mare su uno dei più grandi ponti del mondo, è una sensazione davvero particolare, specialmente quando, scendendo dal bus, ti trovi in un altro stato. Qui, il ragazzo che ci affitta la stanza su Airbnb ci ha fatto una caccia al tesoro, dandoci il codice per aprire un lucchetto legato ad una bici, che contiene la chiave di casa. Prima di cena, raggiungiamo la spiaggia, dalla quale possiamo ammirare uno spettacolare tramonto su Copenaghen, ben visibile oltre lo stretto. Siamo quasi al termine del nostro viaggio, e dopo aver visto tutta la Danimarca, quale modo migliore di salutarla che attraversare il mare per vedervi il sole tramontare sopra?

La giornata a Malmö la trascorriamo con Alessio e Marella, che ci raggiungono qui in mattinata. La città non ha niente di stupefacente. Ci sono tre piazze ed una chiesa a raccontare qualcosa della storia di questo pezzo di Svezia, e l’imponente Turning Torso: il palazzo residenziale più alto al mondo, opera del celebre architetto Calatrava. Per il resto, il tramonto di ieri sera è stata sicuramente la cosa per cui è valsa davvero la pena venire in Svezia. Torniamo a Copenaghen con un autobus Norvegese a due piani, comodo e tecnologico come una navicella spaziale. Salutiamo i nostri amici, che stanno proseguendo il loro viaggio verso il Belgio, e andiamo a prepararci una cenetta di pesce. Ora, col pesce la birra non ci sta molto bene, si sa. E il vino, si sa anche questo, nel nord Europa non è molto diffuso. Nel supermercato ci sono 8 tipi di vino. Due, in cartone, ci danno l’idea che in confronto il nostro Tavernello sia un Barolo d’annata. Quattro sono i vini più scadenti che si trovano in Italia, ma costano fra i 10 e i 15€ a bottiglia. Uno è Australiano, e dal colore potrebbe essere succo di canguro. Scegliamo l’ultima opzione: un rosè tedesco da 5€, che sa di rancido ma ci sbronza di brutto.

Il nostro ultimo giorno parte sulle due ruote. Prendiamo con il bikesharing cittadino una bici elettrica dotata di navigatore satellitare, con la quale rischiamo la morte alla terza pedalata. La lasciamo vicino ad un noleggio, dove ci procuriamo due bici normali per girare più agilmente in città. La prima tappa di questa mattina è Christiania, il quartiere hippie dove non vigono le leggi danesi e tutto sembra essere tollerato. Piante di marijuana crescono rigogliose nelle aiuole, mentre ogni tipo di fumo si vende alle bancarelle fra braccialetti etnici e cibo spazzatura. Un posto strano, in netto contrasto col resto della Danimarca, dove non abbiamo mai visto nessuno fumare neanche una sigaretta. Pedaliamo per la città vedendo il Kastellett, un parco fortificato a forma di stella, e raggiungiamo infine la Sirenetta, monumento imperdibile. La folla che si accalca attorno allo scoglio più fotografato della Danimarca, non si accorge forse che si tratta davvero di una statua brutta. Ma brutta brutta. Delusi, rimontiamo in sella per un’oretta, fino a raggiungere il parco Jaegerborg Dyrehave. Qua, superato un lunapark permanente, ci si inoltra in prati e bosco che ospitano circa 2000 daini e cervi. Riusciamo a scorgerne qualcuno e a fotografarli anche da vicino. La nostra ultima sera si conclude sul canale dove sorge un immenso capannone dello street food, simile a quello trovato ad Arhus. Qui, sedie a sdraio permettono di ammirare il tramonto, gustando piatti di ogni parte del mondo.

Andrea Cuminatto

Foto di Eleonora Burroni

LEGGI LA PRIMA PARTE: Jutland del nord

LEGGI LA SECONDA PARTE: Jutland centrale

LEGGI LA TERZA PARTE: Jutland del sud e Fionia

LEGGI LA QUARTA PARTE: Selandia

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5 commenti su “Danimarca in Interrail – Parte 5: Copenaghen (e un salto in Svezia!)

  1. Pingback: Danimarca in Interrail – Parte 4: Selandia | s.u.b.information

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