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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Basilicata coast to coast… e oltre! (Tappa 1: Maratea)

12-13 AGOSTO 2016

Alle 5.30 del mattino stiamo già caricando l’auto, pronti per questa nuova avventura alla scoperta di una delle regioni più sconosciute d’Italia. Abbiamo appuntamento alle 6 con Livia, una ragazza di Avellino che porteremo da Firenze a Salerno con BlaBlaCar. Ormai la condivisione dei viaggi è parte del nostro essere. Il viaggio passa velocemente: non c’è traffico e Livia è molto simpatica e chiacchierona. Lasciandola a Salerno poco prima di mezzogiorno, improvvisiamo una tappa a Battipaglia, la patria della mozzarella, per un panino “Bufala e crudo” che è la fine del mondo. Ce lo gustiamo in un parco pubblico dove sembra esserci la sagra dello zoppo: metà delle persone che ci passano davanti hanno le stampelle!

Mare MarateaMaratea è la nostra prima tappa lucana. La signora che ci ha affittato l’appartamento su AirBnb manda suo marito a prenderci con un motorino che non si capisce come possa fare certe salite senza autodistruggersi. A parte il puzzo di chiuso, la casetta è molto carina e rimaniamo stupiti dal trovare cinque diversi cestini per la raccolta differenziata, alla faccia di chi dice che al Sud non si riciclano i rifiuti.

Solo il tempo infilare il costume e partiamo alla ricerca di una spiaggia! La costa tirrenica lucana è corta (circa 30km) ma ricca di splendide calette. Una di queste, purtroppo raggiungibile solo via mare, è anche stata eletta Spiaggia più bella d’Italia 2016. Troviamo parcheggio vicino a una scalinata che scende al mare, pochi km a nord della città. La spiaggetta è piccola e carina, e troviamo un posticino su uno scoglio scavato che contiene una microspiaggia adatta proprio a ospitare due persone. Il mare è mosso, quindi facciamo solo un paio di tuffi, ma il Sole c’è e approfittiamo per riposarci un po’ dal lungo viaggio.

MarateaIl piccolo supermercato Papaleo (uno degli unici due di Maratea) è il luogo ideale per comprare un sughetto allo scoglio per la spaghettata della sera e un set di pentolini che ci serviranno fra qualche giorno in campeggio. Dopo la gustosa cenetta ci perdiamo per le vie del centro storico. La Perla del Tirreno (così è chiamata la cittadina) è davvero viva e piena di colori. Vediamo un paio delle 44 chiese per cui è famosa Maratea e assaggiamo un dolcetto tipico in una pasticceria, che però non ci entusiasma molto, anzi ci fa abbastanza schifo, ma forse abbiamo scelto male la pasticceria.

La famiglia di topolini che vive dietro la grata della nostra camera da letto non ci fa dormire molto tranquilli, ma per fortuna se ne stanno dietro al muro. Al mattino, l’abbondante colazione di cui è fornito l’appartamento ci dà il via per la nuova giornata. L’Ele avvista dall’alto un mercato e, con l’attrazione pazza che tutte le donne hanno per le bancarelle, cerca di arrivarci in ogni modo. Dopo varie strade sbagliate e numerose indicazioni a vuoto dei passanti, una vigilessa ci spiega come raggiungerlo. Stiamo scendendo una ripida e scivolosa discesa, quando una vecchia signora napoletana con la voce gracchiante da fumatrice accanita ci sceglie come suoi bastoni e ci prende entrambi a braccetto per non cadere, mentre inizia a raccontarci tutta la sua vita. Arrivati in fondo, continuano gli incontri della giornata: un uomo paffutello non si limita ad indicarci il mercato, ma ci racconta di tutte le sue vacanze passate a Maratea, ogni estate dal ’73 ad ora. Facciamo scorta per i prossimi pasti: un po’ di patate, una melanzana, un melone. L’Ele riesce anche a farsi regalare una cipolla.

Cristo RedentoreMare di MarateaRipresa l’auto, saliamo sul monte del Cristo Redentore, che sovrasta dall’alto la città e tutto il Golfo di Policastro. Le case abbandonate che vi stanno sotto contrastano con la vivacità della piazzetta, piena di negozi di souvenir, che separa il colosso bianco dalla chiesa. La vista da quassù è magnifica. Viste le previsioni di mare mosso, avevamo deciso di non andare in spiaggia, ma lo vediamo così calmo e azzurro, che non resistiamo e ci precipitiamo verso una delle calette più belle.

La Secca CastrocuccoLa Secca è una piscina naturale quasi al confine con la Calabria, il mare cristallino ti fa venir voglia di stare a mollo dall’alba al tramonto. Per non pagare l’ombrellone per stare un’ora sola, facciamo lo slalom fra i lettini che si accavallano sulla piccola spiaggia e troviamo un posticino sugli scogli dove posare gli zaini. Si sta così bene che anziché fare solo un tuffo veloce, ci stiamo fino a dopo pranzo, mangiando in compagnia dei piccoli granchi quintali di frutta: l’unica cosa che abbiamo dietro da non dover cucinare. Ma è ora di ripartire, stasera dormiremo in montagna!

Andrea Cuminatto

Foto di Eleonora Burroni

LEGGI LA SECONDA TAPPA: Parco del Pollino

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Un commento su “Basilicata coast to coast… e oltre! (Tappa 1: Maratea)

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