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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Viaggiare col “Couchsurfing”: il mondo visto da un divano

Ma ti fidi? Non hai paura? Io non andrei mai da sconosciuti. E se ti ammazzano? Ebbene sì, mi sono sentito dire questo e molto altro da tanti amici, anche quelli che credevo meno scettici e più aperti all’altro, quando ho iniziato a usare il Couchsurfing.

Letteralmente surfare, saltare, da un divano all’altro, è stata per me la scoperta di un nuovo modo di viaggiare nel mondo. Quando un paio d’anni fa ho scoperto questo sito volevo anche io capire meglio di cosa si trattasse, per non rischiare fregature. Migliaia di persone, in ogni dove, mettono a disposizione un divano o magari anche un letto, una camera, un intero appartamento, gratuitamente. Perché? Che cosa ci guadagnano?

Quando in Olanda una ragazza turca ospita un Italiano e due Slovene...

Quando in Olanda una ragazza turca ospita un Italiano e due Slovene…

Mi sono posto questa domanda e l’unico modo per rispondere è stato creare un profilo sulla piattaforma ed entrare a far parte di questa rete. Vivendo nei pressi di Firenze, ho avuto la fortuna di trovare subito viaggiatori in cerca non solo di un posto letto, ma anche di qualcuno del posto che gli facesse da guida per la città. E così fra una passeggiata in centro con un ragazzo inglese ed un po’ d’arte con una ragazza equadoriana, tra un aperitivo con dei messicani e una pizza con una russa e due californiani, ho iniziato a conoscere questi viaggiatori particolari e a comprendere il perché della loro scelta.

In poche ore trascorse insieme ognuno di loro ha trovato in me ciò che ha reso speciale il loro viaggio: qualcuno del posto che potesse fargli conoscere i piccoli segreti della città. Un monumento visto come turista rimane nella foto scattata, ma sentirlo descrivere con un aneddoto da chi ci passa davanti da una vita per andare a scuola o lavoro te lo imprime nella mente in maniera diversa e particolare.

Non mi sembrava di far nulla di che, ma ricevevo ringraziamenti sentiti, al salutarci, anche semplicemente per il consiglio su una gelateria che non fosse turistica, per il suggerimento di un prato dove fare un picnic, per l’aiuto ad acquistare un biglietto del treno a prezzo più conveniente.

Ho voluto quindi provare a stare dall’altra parte e così, due estati fa, ho scelto di intraprendere il mio mese di InterRail attraverso l’Europa chiedendo ospitalità in quasi ogni città che visitavo. La ricchezza del mio zaino al ritorno a casa era infinita: persone di ogni età, genere, classe sociale e stile di vita mi hanno dato accoglienza chiedendo in cambio solo le mie parole, i miei racconti, le mie esperienze. Chiedendo in cambio la condivisione della vita vissuta.

Dormire in una soffitta basca...

Dormire in una soffitta basca…

Dalla Germania al Belgio, dall’Olanda alla Spagna, ho potuto vivere le città non come posti da visitare, ma come luoghi da vivere. Un giovane architetto che ti porta in bici ad un concerto, due studentesse che ti fanno ballare in piazza, una signora di mezza età che ti prepara una cena tipica squisita: ogni notte passata su un letto o un divano sconosciuto a migliaia di chilometri da casa si è trasformata in un’esperienza di condivisione e in un ricordo di gioia.

Sto per mettermi nuovamente in viaggio, stavolta in coppia: e sto per rivivere quest’esperienza. Agli scettici dico: la bellezza della vita sta nelle relazioni, non abbiate paura di crearle!

Andrea Cuminatto

Read this article in english: Traveling with “Couchsurfing”: the world seen from a couch

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10 commenti su “Viaggiare col “Couchsurfing”: il mondo visto da un divano

  1. Pingback: Traveling with “Couchsurfing”: the world seen from a couch | s.u.b.information

  2. Pingback: Un’avventura su due binari. Tappa 1: Trieste | s.u.b.information

  3. athenabruna
    25 agosto 2015

    Io, purtroppo, per natura sono molto diffidente. Il mio fidanzato è andato con gli amici a Budapest in couchsurfing: per me erano folli. Eppure non è mica detto che qualcuno debba approfittare! D’altro canto, è bello avere contatti diretti con le persone del posto, ma quando mi sposto voglio essere totalmente autonoma: l’idea di essere comunque dipendente dagli orari e dalle abitudini di chi mi ospita per me è un po’ seccante. Ad ogni modo, non escludo di poter provare in futuro!

    • andreacuminatto
      25 agosto 2015

      Ti capisco. Dipende che tipo di viaggio fai. Ovviamente non vai ospitata da qualcuno per una settimana, ma una notte in una città ti può far scoprire qualcosa di veramente bello. Ad esempio io e la mia fidanzata, nel nostro ultimo viaggio che ho iniziato a raccontare ieri, abbiamo scelto nella prima tappa di fare 2 notti in B&B ed una in Couchsurfing, proprio per conoscere qualcosa di particolare. Ed è stato proprio così! Una bellissima esperienza!
      https://andreacuminatto.com/2015/08/24/unavventura-su-due-binari-tappa-1-trieste/

      • athenabruna
        25 agosto 2015

        In effetti, potrebbe essere l’ideale per una o due notti: conosci qualcosa di diverso e, elemento non da poco, tagli un po’ le spese. Ripeto, mai dire mai!

      • andreacuminatto
        25 agosto 2015

        Se posso consigliarti: prima di farlo prova a renderti disponibile nella tua città. Fatti qualche ora a giro con qualche viaggiatore per fargli un po’ da guida. Senza l’impegno di ospitare o essere ospitata, ma solo per il gusto di conoscere persone nuove e mostrare ciò che ritieni imperdibile del posto in cui vivi! Poi mi fai sapere se è stata una bella esperienza! 😉

      • athenabruna
        25 agosto 2015

        Mmm mi sembra un’ottima idea! Grazie per il consiglio 😀

  4. Pingback: An adventure on two rails. Step 1: Trieste (Italy) | s.u.b.information

  5. Pingback: Un’avventura su due binari. Tappa 4: Lubiana (Slovenia) | s.u.b.information

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