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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Nostalgia di Sri Lanka in centro a Firenze

piazza indipendenzaJayasundara viene dallo Sri Lanka, ha 64 anni e con i suoi connazionali Jeffry e Rangitu spende la maggior parte delle sue giornate in piazza Indipendenza, in attesa di una svolta nella sua vita a Firenze. Emigrato dall’isola asiatica per la guerra civile, ha lavorato in Italia per 23 anni. Ho perso il lavoro e mi sta scadendo il permesso di soggiorno – afferma – ma prima di tornare dalla mia famiglia in Sri Lanka vorrei ricevere la pensione che mi spetta per gli anni di lavoro qui in Italia.

La cenere della cicca che spenge mentre lo dice ha il colore della barba che non ha modo di tenere curata. Si percepisce l’amarezza nella sua voce quando descrive la sua casa sui monti della patria lontana, circondata dalle piantagioni di tè, a cui non può far ritorno senza sprecare anni di fatiche all’altro capo del mondo, ma dove sarà costretto a volare fra meno di un mese a mani vuote se non trova un nuovo lavoro.

Ringraziando per i panini offertigli, ricambia con gli anacardi del suo Paese, che Rangitu sta mandando giù con qualche sorsata di whisky. Viene dalla zona costiera, lui, vicino alla capitale Colombo, ma il sentimento nostalgico che prova per la sua isola è lo stesso. Io e lui – dice indicando Jeffry –  non abbiamo problemi lavorativi ora. Jayasundara ha molto più bisogno di noi. Noi vorremmo tutti poter decidere quando tornare in Sri Lanka. Io per esempio adesso che ho soldi da parte tornerò là per un periodo, quando fra poco sarà bassa stagione e scenderanno i prezzi degli aerei. Laggiù è un paradiso: dove abito io, sul mare, è estate tutto l’anno. E se vai sui monti fa fresco tutto l’anno. Abbiamo tutti i tipi di clima, tantissimi tipi di piante, pesce buonissimo: ora che è finita la guerra si sta bene.

Alla domanda spontanea “come mai hanno deciso di stare qui”, Jeffry risponde che all’inizio sono venuti per la guerra civile che imperversava in Sri Lanka e che rendeva difficile e pericolosa la vita lì, e all’opposto piena di opportunità e speranze la vita in altri Paesi, come l’Italia. Firenze l’ha accolto tanto tempo fa, ha fatto diversi lavori ed è stato cuoco nei Carabinieri. Adesso oltre a un buon rapporto di confidenza con gli ufficiali dell’Esercito, ha una bella lettera di referenze che sfoggia con orgoglio e che gli sarà utile quando termineranno i mesi in cui prende i soldi per la disoccupazione. Jeffry è il più propositivo del gruppo: Parlo cinque lingue, sono stato nell’Esercito, in Sri Lanka ho una sorella che sta in una bella casa vicino al mare. Se volete venire un giorno sarete miei ospiti. Adesso sto qui perché lo Stato mi sta pagando, ma fra poco torno in Sri Lanka. E la prima cosa che farò sarà un bagno in mare! Lì al mare fa sempre caldo! E se uno vuole il fresco va dove sta Jayasundara, perché sulle montagne c’è sempre freschino.

Noi dello Sri Lanka sappiamo adattarci bene e parliamo bene le lingue – prosegue forse perché siamo un mix di culture. Abbiamo avuto dominazioni portoghesi, olandesi e inglesi. Impariamo l’inglese più facilmente di tanti altri: gli Inglesi dicono che parliamo con un accento perfetto. Quando un Americano parla non si capisce niente. Anche gli Inglesi hanno un accento particolare. Noi invece parliamo un inglese pulito, che tutti capiscono perfettamente. Abbiamo tanto in comune con l’India, ma siamo diversi. L’importanza della nostra cultura e indipendenza l’ha dimostrata la guerra civile: ci volevano togliere un pezzo dell’isola, ma faceva parte della nostra terra.

Le labbra brune si muovono a raffica mentre descrive con entusiasmo i problemi ma anche le bellezze della sua isola, di cui va orgoglioso e di cui evidentemente non ha molte occasioni di parlare. Sono tanti i chilometri che separano questi tre migranti dalla loro patria, ma nonostante l’avvicinarsi dell’inverno fiorentino, il loro cuore è evidentemente ancora bagnato dalle calde onde tropicali che si infrangono sulle spiagge della Perla dell’Oceano Indiano.

Andrea Cuminatto

Grazie a Eleonora,

senza la quale non avrei avuto l’occasione di raccontare questa storia

Lo Sri Lanka da un altro punto di vista:

 

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