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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco – Novecento)

Il Banco Alimentare, dalla lotta allo spreco alla lotta alla fame

Banco alimentare 1Chiunque ha sentito parlare del Banco Alimentare, soprattutto per l’annuale colletta che viene fatta nei supermercati, dove qualsiasi cittadino può donare un pacco di pasta, una scatoletta di tonno, una confezione di biscotti a quel grande ricettacolo che è, appunto, il Banco Alimentare. Tonnellate di cibo accumulate per chi nel nostro Paese non ha i mezzi per fare la sua spesa settimanale.

Ma non è solo questo: non è solo quest’atto solidale – ed educativo alla solidarietà – ciò su cui pone le basi questa grande associazione. La lotta allo spreco sta alla radice di questo progetto. Ogni giorno si calcolano in diverse tonnellate le quantità di cibo pronto buttato da mense e ristoranti, ed ancor di più i prodotti in scadenza dei supermercati e la frutta e la verdura invenduta ai mercati ortofrutticoli. L‘obiettivo del Banco Alimentare è trasformare questi potenziali rifiuti in fonte di sostentamento per tante persone che ogni giorno necessitano di un pasto.

Banco alimentare 2Ed è qui che entrano in gioco le decine di volontari che sul territorio mettono a disposizione il proprio tempo per ritirare questi “avanzi” di un mercato consumistico estremo per congelarli, imballarli, trasformarli in altri prodotti a più lunga conservazione e poterli così redistribuire ad associazioni ed enti benefici, a congregazioni missionarie, a un pensionato che va a chiedere un pacco di pasta e un cartone di latte.

La velocità è tutto, affermano alcuni volontari. Bisogna essere pronti quando chiude una mensa per prendere le teglie avanzate – ancora “nuove” – per congelarle e poterle redistribuire. Ma non da meno è il servizio di imballo e catalogazione dei prodotti a lunga conservazione, o la trasformazione di tonnellate di frutta in succhi o marmellate per poter essere riutilizzate a distanza di mesi senza che interi camion vengano portati in discarica.

Il Banco Alimentare, che letteralmente nutre ogni giorno centinaia di persone sul territorio, non si ferma all’atto di offrire cibo a chi non può acquistarlo. Porta un valore sociale fondamentale: spinge la società attraverso i suoi membri a reindirizzare ad un uso migliore quello che sarebbe un grande spreco alimentare inevitabile. E mentre un affamato riceve con gratitudine un pasto, un volontario riceve con ancor più gratitudine un sorriso. Ma gratitudine arriva anche dal nostro stesso Pianeta, perché il valore ecologico di quest’iniziativa è tale da prevenire migliaia di tonnellate di rifiuti, sia dalla grande distribuzione sia nel settore ortofrutticolo. Nel capannone di Calenzano, nella periferia di Firenze, si scopre che sotto al poco che vediamo c’è un alveare operoso di volontari che si dedicano giorno dopo giorno a convertire in pasti dei possibili rifiuti e, attraverso quest’atto, a convertire il cuore di chi li incontra.

 

Andrea Cuminatto

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